Teri Volini

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Arte coinvolgente

Auspico un’attiva collaborazione da parte del pubblico, chiamato non solo a godere dell’Opera, ma ad esserne protagonista, costruendola insieme all’Artista.

Tale coinvolgimento non solo diminuisce le difficoltà operative, rendendo possibile l’Impresa, ma, soprattutto, riduce la distanza solitamente esistente tra la gente “comune” e l’Arte. In tal modo può essere favorita la crescita personale, sociale, culturale e spirituale, nel segno della consapevolezza e della ludicità.

Non è necessariamente “Artista” chi vende le opere che fa o ha rinomanza grazie ad esse. Anzi, rispetto al puro consumo, all’omologazione imperante, all’esistere solo perché si vende o si compra, si è venduti o comprati, l’Artista può essere al di sopra, o meglio ancora trovarsi in antitesi con la mortificante massificazione .

Tramite l’arte, possiamo scegliere di attuare un’utopia: prevedere di rifîutare le norme che ci mercificano impunemente, ritrovando il piacere. la libertà e la generosità del fare.

In tal caso l’Arte potrebbe essere un canto che coinvolge e l’Artista una persona che fa dei magnifici doni, in primis, quello di contribuire a migliorare il nostro modo di vivere la vita, annunciando e favorendo dei “cambiamenti” tramite l’acquisizione di nuove consapevolezze. L’Artista può essere un canalizzatore di sensazioni, desideri, esigenze a volte inconsapevoli quanto profonde, degli esseri umani.

Le immagini create, in tal caso, sarebbero quelle che la gente “comune” desidera ardentemente, ma senza riuscire a focalizzare né l’entità, né l’urgenza di tale bisogno, che però resta come irrequietezza interiore, soffusa sensazione di manchevolezza.

Con queste premesse, l’Arte potrebbe essere una vera e propria terapia di guarigione. Si acquisterebbe coscienza che in un modo molto particolare, ognuno può e deve essere artista, nel senso di “fare bene ciò che fa”.

L’Arte sarebbe così un modo di esprimere la vita, una maniera preziosa di percepire la realtà e di condividere le proprie percezioni con il resto dell’umanità.

Tessiamo insieme speranze ,sogni desideri… Tessiamo insieme un mondo fatto a mano

Tessiamo insieme un mondo di nuovi rapporti… Tessiamo insieme un mondo di nuove armonie

Tessiamo insieme un mondo di pace

Textura

Textura

Vedi anche: Sculture tessili e Textura.

Sotto i termini Fiber Art o Arte Tessile o Textile Art o Art Fabric si raccoglie quell’ampio universo artistico che utilizza come medium espressivo privilegiato il filo e come tecnica prevalente la tessitura.

La connotazione dei medesimi è, si può dire, infinita, dal che si deduce che la Fiber Art ha mille sfaccettature e mille esiti.

“Off Loom”, fuori dal telaio, indica nello specifico quella produzione artistica che non implica necessariamente l’utilizzo di questo antichissimo strumento di lavoro, ma ci suggerisce altresì che esso entra comunque, a vario titolo, nella dialettica della creatività.

Fiber Art forma “trasversale” di espressione artistica che adopera come mezzo il filo (di paglia, metallo, plastica, lana, spago, seta, cotone, lana di vetro, fibre ottiche…) utilizzando tecniche tipiche della tessitura, quali l’intreccio di trama ed ordito, ma anche la stampa, il ricamo, il nodo, il collage, il ready-made…

Forma “trasversale” perché attinge a suggestioni che vanno dal Futurismo all’Astrattismo, con riferimenti tanto all’Astrattismo Geometrico che all’Astrattismo tout court fino a giungere all’Informale. Ma ancora, alcune opere possono essere indicate come Arte Povera, in riferimento alla sintesi segnica e alla ricerca degli archetipi o come Concettuale.

Alcuni prodotti possono essere ricondotti alle tematiche Pop, specie nell’utilizzo di materiali industriali di largo consumo variamente enfatizzati.

Altri artisti coniugano la Fiber Art con la Video Art.