Teri Volini

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Documento di Pietra – Basilicata

Installazione - Azione Simbolica in Arte Coinvolgente

Potenza, Piazza Mario Pagano, 8 - 28 Gennaio 2001

Opera d’Arte Coinvolgente, Azione Simbolica che, nella cocente attualità dei sempre più drammatici eventi mondiali,focalizza l’importanza e l’urgenza di un diverso ordine di valori, basato sulla Vita e non sulla Morte.

Realizzando, con il coinvolgimento della gente, una struttura/scultura in pietra, l’Artista si propone di contrastare, mettendola in evidenza, quella* normalizzazione dell’orrore* che porta gli esseri umani all’ indifferenza verso il dolore e il male del mondo.

L’Azione Simbolica permette di verificare l’assurdità di questo “dramma nel dramma” costituito dal cronicizzarsi di un tragico stile di vita basato sulla violenza, la sopraffazione, la distruzione…

L’Arte può fare molto, risvegliando la consapevolezza in ognuno di noi, facendoci sentire parte di un tutto da cui dipendiamo ed in cui è indispensabile attivarsi per ottenere un cambiamento.

L’Arte può aiutarci a riacquistare il senso perduto o attutito di una comune responsabilità, ed a capire come l’ insensibilità, l’ indiffereuza, l’omissione… equivalgano ad una precisa complicità con gli autori di ogni delitto.

L’Arte, risvegliando le coscienze, può sottolineare come la leggerezza, la disinformazione e/o una* ignoranza ben coltivata*, la pigrizia, la rimozione… possano contribuire al perpetuarsi delle modalità mortifere invece che allo sviluppo di quelle basate sulla vita, l’amore, il rispetto e la civile convivenza.

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Foto Califano

Foto Tamburrino

La pietra come messaggio

Nelle Sacre Scritture, è su due tavole di pietra che Dio incise i comandamenti. E su lastre di pietra vengono incisi i nomi dei defunti, a perenne ricordo e su miriadi di massi, nelle più diverse epoche , civiltà e dimensioni, glifi e figure raccontano le vicende degli umani.

Ma a questo sacro valore della pietra come diretta portatrice di messaggi, se ne sovrappone uno ancora maggiore: quello della pietra stessa come messaggio, senza cioè che ci sia scritto nulla su di essa. In questo senso essa assume pienamente il senso del l’affermazione maclhuniana: “il medium è il messaggio”,nel senso che nella pietra stessa è scritto un messaggio potente.al di là della forma che essa può avere.

Ciò è possibile perché la pietra è un simbolo archetipo fondamentale.

La ricchezza di significati della pietra deriva dal fatto che questi si sono man mano stratificati nel corso dei secoli e dei millenni, per cui essa è arrivata ad avere un programma narrativo potenzialmente infinito.

La pietra come veicolo.

La pietra è il luogo del mito. Essa riesce a trasmettere, evocare, suggerire. Casa di Dio , divinità essa stessa, ombelico del mondo, centro della ruota immobile, uovo cosmico, loto dell’universo: non c’è limite alla varietà delle sue significazioni nelle diverse culture e nei tempi…

Per documentare e testimoniare l’Evento, per trasmetterlo a chi non è potuto intervenire di persona è stato realizzato un VIDEO (Cortometraggio in beta digitale) che sarà diffuso dal Centro Culturale

Teri Volini chiede scusa

Teri Volini chiede scusa

Ora che il “Documento di Pietra”- costruito a Potenza volutamente tra la fine di un millennio e l’inizio del nuovo, nei mesi di dicembre 2000 e gennaio 2001, esposto in Piazza Mario Pagano dall’ 8 al 28 –1 - 01

È stato dis-installato, ed i massi che lo avevano coraggiosamente costituito sono ritornati alla loro sede originaria, la montagna,

Desidero ringraziare

Quanti hanno contribuito alla sua realizzazione, per la spontaneità e l’entusiasmo con cui hanno accompagnato un grande lavoro.

Considero queste persone co-autrici dell’opera d’arte, e senza di loro le tante difficoltà che ho dovuto affrontare mi avrebbero fatto desistere dall’impresa.

Ne dichiaro preziosa a tutti gli effetti la collaborazione , ed è come se ci fosse anche la loro firma alla base dell’opera stessa, che, da parte sua, anche se non è più concretamente visibile nel cuore della città, rimane comunque nel ricordo …

La sensibilità di tutti coloro che mi hanno aiutato, ha consentito il passaggio da una fase di ascolto -dapprima curioso, poi attento ed infine attivo - ad una pratica programmazione e ad un reale coinvolgimento in prima persona .

Laddove molti si sarebbero tirati indietro, come “dinnanzi ad una montagna di pietre” , spaventati e scettici, queste persone - di certo non comuni - non si sono lasciate scoraggiare; hanno creduto fermamente non solo nell’artista, ma nella bellezza dell’opera e nella sua efficacia comunicativa, ed hanno così lavorato con grande impegno, divenendo essi stessi i puntelli delle mie momentanee incertezze, come nel momento in cui si è trattato di trovare concretamente i macigni e scegliere uno ad uno quelli più adatti alla struttura, poi trasportarli….fino a costruire pian piano la struttura, questo inusuale “monumento”…

Come già successo in precedenza- ad esempio in Sicilia , sull*’Etna*, o durante la tessitura della ragnatela nelle Piccole Dolomiti Lucane

O nei Passaggi a Nord Ovest della città di Biella-

Quando tutto sembrava congiurare perché l’idea non trovasse la sua attuazione per le eccessive difficoltà-di cui spesso le maggiori sono quelle create dagli umani…-

D’improvviso il miracolo si è rinnovato ed ecco queste persone , preziose e fuori dal comune, diventare i realizzatori dell’ impresa .

Persone amiche, ma ancor più altre, prima sconosciute, hanno fatto propria la mia idea, consentendone l’attuazione…

Tuttavia, insieme a questi esempi di comunione e di solidarietà, mi sono ritrovata anche davanti a malintesi, omissioni ed incomprensioni che si sono trasformati in veri e propri ostacoli alla mia impegnativa azione…

Questi atteggiamenti, a mio avviso provinciali, superficiali e gratuiti,

Ma soprattutto socialmente e culturalmente distruttivi, si sono manifestati in diverse maniere, impedendomi sia di realizzare l’impresa in tutta la sua pienezza e complessità -dal lato estetico che da quello concettuale - sia di portarla a conoscenza del pubblico in una maniera più ampia ed efficace: non solo perché lo meritava, ma soprattutto per trarre – da un coinvolgimento che una democratica informazione avrebbe reso più consapevole – un arricchimento culturale e spirituale per tutti, artista compresa…

Mi sembra dunque giusto compiere una riflessione sui fatti, iniziando col

Porgere delle sentite scuse…

Chiedo scusa …alla pietra:

Se mi sono servita di un attributo che le è proprio - la durezza - per associarla ad una triste caratteristica umana : la caparbia durezza dell’animo e della mente , di cui sono compagne la protervia, l’ottusa indifferenza, l’insensibilità e innumerevoli altre simili “virtu’” che portano gli esseri umani …dritti dritti all’ “inferno” già su questa Terra : da un lato il piccolo inferno personale, fatto di maldicenza, invidia, gelosia…dall’altro, più alla grande, quello che danna alla guerra e al genocidio; alla manipolazione, degradazione e distruzione degli altri esseri e della natura.

Chiedo dunque scusa alla pietra:

Se mi sono servita di lei per tentare di scuotere il sopore caliginoso che troppo spesso avvolge i nostri cuori, rischiando di farci soccombere sotto un peso di gran lunga superiore a quello dei massi del “Documento di Pietra”: il peso dei nostri pregiudizi .

Chiedo ancora scusa alla pietra:

Prima forma della vita, archetipo fondamentale.

Nel Vecchio Testamento è detto che sulla pietra furono scritte le leggi divine; è sulla pietra tombale che viene inciso il nome e il ricordo perenne dei morti; e su infiniti massi nelle più diverse epoche, civiltà e dimensioni, glifi e figure raccontano le vicende degli umani

Ma la potenza intrinseca della pietra supera persino ciò che può esserci scritto sopra, perché essa ci trasmette direttamente un messaggio formidabile, reso ancor più potente dallo stratificarsi dei

Suoi significati nel corso dei secoli e dei millenni, fino ad assumere oggi

*Un valore *sempre più drammatico, equivalente a un grido: solo che noi non lo percepiamo più, sordi come siamo di fronte alla rovina della Terra e al più elementare rispetto delle sue esigenze…

La potenza insita nella pietra supera altresì la forma che essa può avere…senza considerare che quella stessa forma, in tutto il corso

Della storia, le è stata data dalla mano dell’uomo che l’ha manipolata – costruendo con essa templi, torri, piramidi, chiese, palazzi, castelli…, scolpendovi statue, bassorilievi, obelischi e così via - per veicolare la *propria *cultura, quella di volta in volta dominante .

Nel mondo che abita come ingrato ospite, il piccolo, arrogante uomo,

Ormai da tempo avvezzo a sfruttare le risorse della Terra come se gli appartenessero di diritto, attribuisce valore solo a ciò che può utilizzare a proprio vantaggio, e lo fa perdendo sempre più il senso del limite.

Così nella pietra egli vede esclusivamente un materiale da utilizzare, il mezzo per costruire ciò che a lui serve: case, ponti, muri, strade, grattacieli : monumenti eretti a conferma del suo predominio.

E allora, ecco “spiegato” il suo smarrito stupore, il suo sgomento , il suo fastidio addirittura, e di conseguenza il respingimento .

Tutto questo determina un rancore talmente viscerale ed invasivo da far smarrire anche il senso del pudore: intendo riferirmi a quel sano ritegno che suggerirebbe una saggia pausa di riflessione di fronte a ciò che non si riesce a comprendere immediatamente , sia per cercare di orientarsi , sia per non svelare inutilmente la nostra ignoranza.

Invece, il piccolo uomo preferisce esprimere la sua istintiva intolleranza… Ed ecco “un osceno ammasso di pietre”, “un affronto alla cittadinanza”, “un cumulo di macerie ”, fino ad arrivare,passando dalla poetica “discarica abusiva” ,alla generosa“Mucca Pazza”…

Certo, capisco che per chi vive in una condizione di profondo disagio - di cui peraltro non è nemmeno cosciente - dev’essere stato davvero un grave colpo ritrovarsi col suo sistema di “valori” capovolto all’ improvviso, dalla sera alla mattina.

Vedersi costretto, nel bel mezzo del serafico tran- tran quotidiano, a realizzare che la pietra, invece di rimanere al suo posto e fare il suo sacrosanto dovere di pietra , cioè stare sotto ai piedi degli umani, aveva assunto –quale orrore! - tramite l’ide/azione dell’ artista, un valore e una dignità propri, tanto da essere protagonista assoluta di un evento.

“Una pietra grezza, addirittura, capite! Portata agli onori della piazza principale della città , come documento ,che fa rima con monumento!”

“E poi, non si capisce niente, non rappresenta niente!”

“Non c’è neanche uno straccio di spiegazione!”

Ed ecco che il piccolo uomo , colpito nell’onore, grida allo scandalo; * il suo sdegno trabocca senza risparmio *nel venire a conoscenza che colpevole di tanto obbrobrio è…un’artista con l’apostrofo, sì

Insomma, una donna, e a quel punto, manca poco che faccia una petizione, che chieda un risarcimento danni ed una esemplare punizione!

S’informa, e ci rimane pure male, il poveretto, nell’apprendere che “siccome siamo in una società civile , questo (ma che peccato!) non si può fare”.

Ma la sorte vuole che incontri un amico che sa il fatto suo , sopratutto nell’ambito delle strategie dell’invidiosa sottovalutazione dell’altrui fare, ed ecco, un lampo di genio e la soluzione è bell’e trovata.

Superando con sufficienza il torvo mugugnio e il tristo sogghigno, ci pensa …mamma Rai - regionale a mettere le cose a posto : dapprima la ormai abituale medium-sordina, boi-cotta-trice al punto giusto…

In seguito, non sembrando sufficiente come rappresaglia, vi si aggiunge una punta pepata, degna di antenati Kurgani…ed ecco pronta in tavola la pratica ricetta : “tentata denigrazione tramite ridicolizzazione”…

Col pretesto dell’ironia, e tramite uno pseudo – blob/kitch viene diffuso urbi et orbi un messaggio subliminale sublime, insinuante, con molta eleganza e galanteria, addirittura la presunta insanità mentale dell’artista, paragonata nientemeno che alla Mucca Pazza,

Croce e delizia del terzo millennio .

(SENZA CONTARE CHE ORMAI LO SANNO ANCHE LE PULCI CHE E’ ORA DI SMETTERLA CON QUEL POVERO ANIMALE DI CUI, NON BASTANDO LO SFRUTTAMENTO IMPIETOSO E INTENSIVO E IL DIVORAMENTO QUOTIDIANO, E NON VERGOGNANDOCI DI AVERLO -NOI UMANI!- FATTO MORTALMENTE AMMALARE CON I NOSTRI SISTEMI DELINQUENZIALI , ALLA FINE LO DEFINIAMO PURE FOLLE!)

Mi sorge un dubbio: in tutto questo* c’è qualcosa che non va*!

Non oso pensare a cosa sarebbe potuto accadere in altri tempi, o , ancor oggi, in altri luoghi, quando il silenzio delle donne era(?) assoluto e comunque chi si esprime(va?) in maniera non conformista doveva subire atroci castighi!

Però,non è che queste siano carezze !

Mah! Che tristezza!

Sto meditando di preparare la valigia di cartone, che sta nel ripostiglio della mia mente: quella con la cordicella, con su scritto “Emigrante”,quando, improvvisamente…

*Sento *la pietra… Parlare…mi trasmette, con voce chiara, antica, vecchia di milioni di anni, la sua dolce, tranquilla saggezza:

Nata in un luogo di pietra

I

Io, pietra
Elemento fondamentale
Cuore della Terra e Terra io stessa
Nella forma primitiva in cui mi hai scelto
Sono dentro di te materia eterna

II

Sono il luogo del mito
La casa delle Fate
Sono la Montagna Stregata
Le ossa della Madre Terra
Dimora della divinità, divinità io stessa
Io sono l’Ombelico del mondo
Il Loto dell’Universo…

III

Io, pietra grezza
Non ancora toccata dalla mano dell’uomo
Sono il simbolo dell’integrità
Non ancora sottomessa dalla civilizzazione
Che nasconde la mia infinita potenza
Stratificata nei millenni
Incarno la libertà e di conseguenza
La liberazione da ogni conformismo
Dall’ignoranza
Da tutti i pregiudizi

IV

Mi contiene il silicio delle tue ossa
Il chip degli orgogliosi computer
La piastrina
Che è la loro cellula vivente …

V

E tu, piccola Teri extravagante
Perché mai ti dovresti amareggiare?
Se fare arte è ritenuta una pazzia
Io ti assicuro: che sia benedetta
Se riesce a non farci rassegnare
Evviva, io ti dico, la follia
Se ci preserva dall’omologazione
Dall’ignoranza, dall’avidità …
Dall’arrivismo
La meschinità
Da una vita piccina dove conta
Solamente il potere ed il denaro…

VI

Io, saggia pietra, sono più che certa
Che se invece di ridere o far male
Potessero ascoltare la mia voce
Che di sicuro non li può ingannare
Potrebbero davvero far fiorire
Ogni mente curiosa
Ed ogni cuore.

VII

Quella totale mia naturalezza
Da te esperita con grande rispetto
Pensando e consegnando i grandi massi
Al cuore antico della tua città
Perché tutti potessero vedere
Ricorda a voi umani l’importanza
Di un nuovo amore per la Madre Terra
E la ricerca di quell’armonia
Che tu piccola amica in-cantatrice
Ci comunichi già coi tuoi colori…

VIII

E quanto poi al fuggire, cara mia
Non potrai facilmente realizzarlo
Sentiresti il mio peso dolce-amaro
In ogni posto, anche il più lontano
Perché sei nata in un luogo di pietra…
E lo porti con te, perennemente.

IX

Quanto ai denigratori, non temere:
Alcuni sono forse… disattenti
Ma tanti altri sono amici estimatori
E quanto ai rimanenti cattivoni
Secondo te, non c’è la Provvidenza?
Segui il consiglio del tuo amico Nievo!
Non ti curar di loro, e… oltre passa

X

Mi hai usata, sì, ma con amore
Hai costruito insieme a me un “centro”
Hai creato per un breve grande tempo
Uno strumento di ricerca interiore.
Nel mezzo del più freddo tempo annuale
Proprio all’inizio di una nuova era
Hai offerto un invito alla presenza
Un monumento di meditazione
Sul nostro io più vero e più profondo

XI

E ti sia sufficiente averlo fatto.
Per l’artista tutto il resto è in più

XII

E ora infine non dimenticare:
Mentre prosegui questa tua ricerca
Rispetta anche il percorso di quegli altri
Non tutti sono uguali nel cammino

XIII

Compi e dona esperienze numinose
Ciò che conta è senz’altro la coscienza
Di aver compiuto l’opera. In bellezza.
Fare ciò che ritieni forte e giusto
Senza badare alle blabla blablabla…
E rammenta – soprattutto - che l’artista
Non deve compiacere la cultura
Ma piuttosto turbarla un pochettino
Io ti proteggerò, va’ e sii tranquilla…

Così disse la pietra
Ed erano le Ave
Che insieme a quella avevano parlato
Stessa materia, saggezza minerale
Sorriso e battito del pulsante Universo.

Teri Volini, Potenza, 1 febbraio 2001